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STORIA

L’attività di Pollini iniziò nel 1953 a San Mauro Pascoli,
piccolo paese dell’entroterra romagnolo, grazie alla presenza in questi luoghi
di artigiani esperti calzaturieri che contribuirono nel tempo
a farne un vero e proprio distretto calzaturiero.

In breve tempo il brand acquistò fama e notorietà
dando inizio ad una produzione su scala industriale che aprì le porte
anche al mondo delle borse.

Il successo si consacrò con le prime collezioni “a tema”:
la più importante fu la collezione “Daytona”
che con i suoi stivali stringati e le scarpe sportivo-eleganti
si fece portavoce di uno stile unico ed ebbe il privilegio
di essere esposta al Museum of Fashion di New York.

La crescita del brand continuò vertiginosamente e nel 2000
venne acquisito dal prestigioso Gruppo del lusso AEFFE.
Pollini iniziò così a realizzare gran parte delle collezioni di accessori
dei marchi appartenenti al Gruppo
(Alberta Ferretti, Philosophy, Moschino, Moschino Cheap and Chic e Love Moschino).

Nel 2008 il talentuoso stilista inglese Nicholas Kirkwood
ha assunto la direzione stilistica della linea di calzature Pollini e nel 2010
è diventato Direttore Creativo portando avanti un progetto di innovazione stilistica
pur conservando i valori artigianali ed i materiali pregiati.

Nel 2012 Pollini firma una “capsule collection” di occhiali da sole
per la Primavera/Estate in collaborazione con la nota azienda
londinese di occhiali Cutler and Gross.

E’ il 2013 e Pollini celebra il suo 60esimo anniversario
con una collezione di modelli speciali, rieditando per l’occasione
lo stivale vintage modello cavaliere.

Con la collezione Autunno/Inverno 2015 Pollini inaugura
un nuovo corso che coniuga i codici della contemporaneità ai principi dell’artigianalità
e della qualità, ripensando il concetto daywear attraverso materiali pregiati,
linee pulite e dettagli dalla forte identità.
Una prospettiva che riporta in primo piano i valori essenziali del made in Italy,
affidando la lettura di questa nuova strategia allo stilista italiano Erminio Cerbone,
professionista di lunga esperienza che approda al Gruppo Aeffe
dopo un percorso consolidato principalmente in Italia,
collaborando con i più importanti nomi della moda e del lusso.

COME NASCE UNA SCARPA POLLINI

Per produrre una calzatura di qualità servono almeno 135 operazioni,
la maggioranza delle quali vengono svolte manualmente.
Se da una parte, infatti, le tecnologie permettono di dare maggior sicurezza di tenuta,
stabilità e comfort alla scarpa, dall’altra la vera differenza la fanno
la manualità e l’esperienza dei tecnici.

Il lungo percorso per la realizzazione di una calzatura inizia nell’ufficio stile
dove lo stilista crea il modello,
con la scelta dei pellami e degli abbinamenti di colori.
I disegni vengono poi trasmessi nel reparto modelleria, dove tecnici esperti,
sviluppano il modello e lo elaborano,
ricavando le sagome per il taglio dei vari componenti che formano la tomaia.
Per ogni modello della collezione viene preparato un prototipo.
I pellami pregiati acquistati per la fase di produzione,
vengono selezionati pezzo per pezzo, prestando attenzione alla qualità,
ai colori ed alle taglie.

Il taglio dei pellami è un’operazione meticolosa e molto difficile.
In questa fase i maestri tagliatori selezionano e scelgono le parti migliori del pellame,
evitando l’utilizzo delle parti deboli. La loro bravura consiste
nel saper misurare con il calibro lo spessore di ogni pezzo
in modo che siano tutti equivalenti.

Nel reparto giunteria si effettuano le operazioni di messa in fodera,
ripiegatura, montatura e cucitura delle varie componenti della tomaia
prima di passare al minuzioso lavoro di realizzazione della forma e dei tacchi,
un piccolo capolavoro della tecnica.
In questa fase di lavorazione a catena si avvia il montaggio della calzatura.
Il processo inizia utilizzando un macchinario altamente specializzato,
la premonta, con la quale la tomaia viene fissata alla forma.

Successivamente il montatore, a mano, perfeziona questa operazione di montaggio.
Subito dopo, la scarpa viene chiusa al tallone mediante la calziera
per poi essere passata in un forno a ventilazione a 110 per asciugare la naturale
umidità della pelle, garantendo la massima aderenza tra le parti.
All’uscita dal forno, dopo essere stata sottoposta
alle lavorazioni di gardatura, ribattitura e boettatura, la scarpa montata
è pronta per essere unita alla suola tramite speciali collanti.